diventare nomade digitale

Lavorare viaggiando: come diventare nomade digitale?

La domanda che mi è stata fatta più spesso nell’ultimo anno e mezzo è questa: ma come fai a lavorare viaggiando?
Era una domanda che a marzo del 2020, mentre leggevo Le coordinate della Felicità di Gianluca Gotto, chiusa in casa, mi ripetevo in continuazione: come diventare nomade digitale? Come cambiare la mia vita?

In questo articolo voglio raccontarti gli step fondamentali per iniziare a struttura il tuo progetto per diventare digitale.

Cosa devi sapere prima di diventare nomade digitale

Negli ultimi anni si sente spesso parlare di nomadi digitali, soprattutto dopo il lockdown del 2020. Ma, a dire il vero, non è una realtà così recente. La sua esplosione lo è, ma le persone che lavoravano con il proprio computer al di fuori del classico ufficio aziendale erano già parecchie.

Ma chi è il nomade digitale?

Il nomade digitale è quella persona che ha deciso di viaggiare alla scoperta del mondo mentre svolge un lavoro totalmente da remoto.

Può rientrare nella categoria del lavoro agile, o smart working, ossia quella “modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività”.

Però non tutti i nomadi digitali sono smart workers, perché quest’ultimo presuppone un rapporto di lavoro subordinato. In pratica, è il lavoratore dipendente e i nomadi digitali non sono tutti lavoratori dipendenti. Inoltre, molti smart workers hanno l’obbligo contrattuale di rimanere nel paese per cui lavorano; il nomade digitale è nomade!

Per esempio, una società portoghese mi aveva offerto un lavoro da remoto nel 2021, ma ho rifiutato perché avrei dovuto vivere stabilmente a Lisbona.

I nomadi digitali possono essere freelance, cioè liberi professionisti.

Trea l’altro, se non sai deciderti tra libera professione e lavoro dipendente, ho scritto un articolo proprio su questo. 

Fatta questa premessa, vediamo cosa comporta fare una vita da nomade digitale.

Come diventare nomade digitale: 4 vantaggi

1. La Libertà

Il primo tra tutti è la libertà.
Un nomade digitale non è costretto a rimanere in un posto. Non deve seguire il suo lavoro: è il lavoro che segue la persona.

Mentre sto scrivendo questo articolo sono rientrata in Italia per sistemare alcune faccende, ma sto decidendo, facendomi trasportare totalmente dal mio intuito, le prossime mete (per ora sono in ballo il Marocco e la Turchia).

2. L’autonomia

Un altro vantaggio è l’autonomia. Puoi decidere della tua vita e del tuo lavoro. Non hai orari e questo ti permette di organizzarti come vuoi. 

Certo, devi sempre tenere in conto il tuo progetto di lavoro, ma se un giorno vuoi prenderti 3 ore, puoi farlo. 
Non avere più ritmi imposti da altri può dare un grande senso di libertà. Viceversa, per alcune persone può essere un ostacolo: non avendo più una cadenza lavorativa impostata, bisogna ricrearsela.
Questo ovviamente comporta una grande responsabilità da parte tua. Devi sapere come organizzarti e quali sono le tue priorità. Quando si avvia una nuova attività, dovrai mettere in conto che i primi tempi saranno i più duri.

Con un buon radicamento e una buona centratura in te, potrai trovare il tuo modo per mantenere un equilibrio tra vita personale e vita lavorativa.

3. Flessibilità

L’altro aspetto che amo è la flessibilità.

A ottobre 2022 lavoravo in un bar pieno di piante a Bangkok mangiando zuppa Thai piccante a colazione e il mese dopo facevo snorkeling prima di iniziare a lavorare nelle acque tropicali di Gili Trawangan.

Bisogna essere bravi a vivere nel flusso. Quando si inizia a viaggiare, gli imprevisti aumentano. Non è un’anatema. Semplicemente, quando era nella tua zona di comfort della tua città e del tuo ecosistema, in generale sapevi già quali imprevisti aspettarti.
Uscire dalla zona di comfort significa proprio andare all’avventura. Certi imprevisti non te li aspetti.

Per esempio non ti aspetti che una semplice pioggia può mandare in cortocircuito tutta l’isola indonesiana di Gili Trawangan, lasciandoti senza corrente, senza wi-fi e senza neanche dati nella SIM card.
O magari non ti aspetti che se entri in un caffè in India alle 9:00 del mattino, la colazione ti viene portata alle 11:00 facendoti così perdere la mattinata di lavoro.

Insomma, devi essere flessibile alle altre culture, ad altri cibi, ad altre usanze e modi di vivere perché anche indirettamente, impattano sulla tua organizzazione.

4. Mindset e creatività

L’ultimo dei più grandi vantaggi di diventare nomade digitale, (perché potrei elencartene all’infinito), è l’apertura mentale.

Alcuni studi hanno dimostrato come viaggiare ha un impatto positivo sulla vita personale e professionale.

Nel 2004 il Journal of Happiness Studies ha pubblicato uno studio in cui è stato esplorato l’effetto delle esperienze di viaggio sul benessere soggettivo. Lo studio ha rilevato che le persone che viaggiano tendono ad avere una maggiore soddisfazione nella vita e una maggiore creatività.
Se ti va di approfondire, puoi farlo con questo articolo.
Studi simili sono stati pubblicati nel 2007 sul Journal of Personality and Social Psychology (ti lascio il link all’articolo) e nel 2015 dalla Harvard Business School con riferimento ai propri studenti.

Viaggiare, affrontare il discomfort, conoscere altre culture e persone, adattarsi a nuove regole sociali, nuovi cibi ti aiuta ad espandere la tua mente. Questo ha un impatto fortissimo anche sul tuo lavoro e sulla tua creatività.

Come diventare nomade digitale: 3 svantaggi

1. Instabilità

A mio parere, il primo tra tutti è l’instabilità. Non parlo tanto di aspetto economico perché se hai un contratto di lavoro subordinato totalmente in remoto, non avrai molti problemi di instabilità finanziaria.

Parlo soprattutto del fatto che sei fuori dalla tua zona di comfort, non hai la tua casa, non hai le tue cose, non ci sono i tuoi posti, le tue persone e la tua routine viene compromessa. 

Infatti bisogna fare i conti con l’instabilità abitativa.
Un nomade digitale si trova costantemente in movimento, cambiando frequentemente abitazione e, magari, anche residenza. La ricerca di alloggio può essere stressante. Se invece opti per gli ostelli, vivere perennemente in spazi condivisi può risultare disagevole dopo un certo periodo.

Personalmente, in Asia io e Andre abbiamo sempre optato per camere singole. Avevamo la nostra intimità, ma caspita quanto ci mancava cucinare!!! Non avere una cucina nostra è stata dura.

2. Solitudine

Un altro aspetto svantaggioso è la solitudine.
È vero che viaggiando non sei mai davvero solo perché conosci tantissime persone. Ma sono rapporti destinati ad allontanarsi. Inoltre, lavorando da remoto, può essere faticoso non avere un collega con cui fare pausa caffè e fare due chiacchiere.

Il fatto di cambiare frequentemente ambiente implica la necessità di stabilire nuove connessioni sociali in modo costante. La mancanza di una rete di supporto stabile e di legami profondi può causare sentimenti di solitudine e difficoltà nel creare relazioni significative.

Le relazioni in viaggio sono le più intense che io viva. Tra viaggiatori ci si aiuta e ci si supporta normalmente. Non hai nessuno e l’altro diventa la tua persona almeno per un pezzetto di cammino. Porto nel cuore tutte le persone che ho conosciuto finora. È stato breve, ma la profondità dei momenti condivisi non ha prezzo. come dicevo prima, però, sono destinate all’allontanamento. E va bene così, in fondo.

3. Stress e gestione del tempo

Il costante movimento e la gestione di un lavoro remoto richiedono una buona organizzazione e pianificazione.
Come nomade digitale devi riuscire a conciliare il lavoro con la scoperta di nuovi luoghi e culture. La pressione di mantenere un equilibrio tra la vita lavorativa e quella privata, combinata con la necessità di adattarsi a nuovi ambienti, può portare a livelli di stress più elevati e difficoltà nella gestione del tempo.

Ti assicuro che le maggiori discussioni con Andrea sorgevano proprio per questo: lui voleva spostarsi ogni due/tre giorni mentre io avevo bisogno di starmene tranquilla per avere più tempo di godermi il luogo dove eravamo e organizzarmi con il lavoro.

Inoltre, devi anche scegliere bene i luoghi che ti permettano di lavorare con serenità.

Per esempio, se sei un creator e devi editare un video, puoi farlo anche da un co-working o da un bar con la musica nelle orecchie.
Ma se sei un consulente e lavori principalmente attraverso incontri con i clienti su zoom, dovrai garantirti un posto tranquillo e appartato come una camera privata in un ostello.

Inoltre, quanta connessione wi-fi ti serve? Non tutti i Paesi hanno una buona connessione internet. Non tutti i Paesi hanno sempre a disposizione la corrente.
Io non avevo calcolato questo aspetto dell’elettricità, così due mesi nel nord dell’India sono stati difficilissimi perché ogni giorno saltava la corrente (e internet) per ore. E come potevo farle le mie call su zoom?

Gli step per lavorare online e viaggiare

Non esiste una guida scritta. Ogni percorso è personale.
Ci sono però dei passaggi di cui, per esperienza personale, devi tenere in considerazione.

Parti dalla tua motivazione

Perché lo stai facendo? Come per ogni progetto, ci saranno delle difficoltà che dovrai affrontare. Il forte desiderio di essere libera e di vivere secondo le mie regole è il motivo per cui, mattina dopo mattina, vado avanti nel mio progetto di vita.

Citando Simon Sinek, qual è il tuo perché?
Cos’è che ti sta spingendo a cambiare la tua vita attuale?
Cosa vorresti ottenere? Qual è la tua visione per il futuro?

All’inizio mi ero creata una Vision Board e l’avevo appesa di fianco alla mia scrivania, per ricordarmi ogni giorno dove volevo andare.

Fai un bilancio delle tue competenze

Magari fai già un lavoro da remoto, ma, se sei come la maggior parte della popolazione, non lo stai facendo, prima di intraprendere il percorso del nomadismo digitale, valuta le tue competenze e identifica i tuoi settori di esperienza.

Trasformare un lavoro offline in una professione online più non essere semplice e immediato. Dovrai adattarti e pensare fuori dagli schemi.

Quali competenze hai acquisito finora?
Come puoi trasformarle per il tuo nuovo progetto di vita?

Riparti da te e da quello che sai fare bene. La chiave sei tu.

Informati e studia il digitale

Assicurati di avere una buona padronanza delle competenze digitali richieste per il tuo lavoro da remoto. Questo potrebbe includere conoscenze di base di SEO, copywriting, social media management e strumenti di comunicazione online.
Non c’è una risposta per tutto. Per esempio, il mio lavoro si basa sulla consulenza strategica di comunicazione del business, quindi, non mi servono grandi competenze in video-making, se non giusto per fare qualche Instagram Reels e magari aprire un canale YouTube.

Cerca e seleziona corsi online, tutorials o risorse che ti aiutino ad acquisire o migliorare queste competenze.
Insomma, leggi, studia, informati, apprendi nuove conoscenze e competenze che siano funzionali per il tuo caso specifico.

Inoltre, guarda le persone che stanno già facendo ciò che fai e fatti ispirare (senza copiare ovvio).
Scrivi loro. Magari ti rispondono! Rivolgiti a chi ci è già passato, chiedi una consulenza per aiutarti.
Investi nel tuo progetto.

Creati le opportunità

Partire con una nuova attività non è mai facile, soprattutto, non è facile trovare i primi clienti.

Ma le opportunità si creano. Solitamente, non cadono da cielo.
Costruire una rete di contatti è fondamentale.

Sfrutta le opportunità di networking online per connetterti con altri professionisti del settore e potenziali clienti. Partecipa a gruppi di discussione, forum o piattaforme social per creare relazioni e ottenere consigli da altre persone che hanno già esperienza nel nomadismo digitale.

Anche iscriversi a corsi di formazione che ti possono interessare è un ottimo punto di partenza.
Le mie prime collaborazioni le ho trovate proprio durante le formazioni.

Inoltre, per trovare i tuoi primi clienti puoi sfruttare LinkedIn (e, tra l’altro, iscriviti alla newsletter per non perderti il Webinar Gratuito su come ottimizzare le opportunità di LinkedIn), oppure puoi iscriverti a piattaforme come Upwork, Craigslist, Behance, Freelancer Indeed o Fiverr dove è possibile proporsi come freelance mettendo a disposizione le proprie competenze.

Organizzati (e adattati all’inizio)

In primis, fai un piano finanziario. Informati sui posti in cui vuoi andare e fai un piano sulle spese che potrai avere. Se vuoi cambiare professione per iniziare a lavorare on line, dovrai mettere in conto un tempo di “lancio” del tuo nuovo business.
Può essere che tu debba continuare a svolgere il tuo attuale lavorare e metterti da parte i soldi per un po’ prima di fare questo grande salto.

Sebbene ormai la narrativa su Instagram sia che i clienti cadono dal cielo e che i guadagni fioccano di K in K ogni mese, la realtà non è questa.

Ogni progetto ha bisogno di fiorire e di germogliare. Metti in conto un periodo di investimento.

Puoi decidere di vedere alcune tue cose o alcune tue competenze. Per esempio, sai suonare uno strumento? Dai lezioni! Sii creativa o creativo! Come dicevo, pensa fuori dagli schemi.

Puoi anche trovare altri modi per risparmiare. Per esempio, i primi mesi ho viaggiato grazie al progetto Worldpackers per cui vivevo negli ostelli gratis: in pratica, dormivo gratis dando in cambio una mano nelle pulizie per qualche ora al giorno. Questo mi ha permesso di risparmiare, di avere tempo libero per far crescere il mio progetto di lavoro, conoscere un sacco di persone che facevano lo stesso e di ogni età e, contemporaneamente viaggiare.

Se vuoi lavorare viaggiando, adattabilità e flessibilità devono diventare il tuo mantra quotidiano. 

Questioni tecniche (partita iva e aspetti legali per nomadi digitali)

Spesso mi viene chiesto come si può lavorare viaggiando con la partita iva.
Ahimè, non hanno ancora creato una regime fiscale per i nomadi.

Ad oggi, io sto lavorando avendo registrato la partita iva in Italia. La mia residenza infatti è ancora a Torino.
Molti nomadi che conosco hanno spostato la partita iva in altri luoghi europei, come le Canarie.

Su questo punto ti invito a sentire un bravo commercialista per chiedere qual è la soluzione migliore per il tuo caso.

A livello legale, invece, la questione è un po’ più estesa.
Sarebbe necessario esaminare il tuo caso nello specifico.

Fai attenzione di svolgere la tua professione in linea con quanto prescritto dalla normativa sulla privacy e proteggi il tuo business con un buon contratto, sia che tu abbia già aperto partita iva sia che tu stia svolgendo la tua attività occasionalmente (in ritenuta d’acconto per intenderci).

È sempre opportuno adeguare la propria attività alla normativa vigente per tre motivi:

  • tutelare e proteggere la tua attività di business da eventuali rischi;
  • tutelare e rendere il cliente informato;
  • aumentare la professionalità e la reputazione del tuo Personal Brand (sì perché la strategia di approccio e di comunicazione come libero professionista ha un impatto enorme sulla percezione che il potenziale cliente avrà del tuo Personal Brand e della tua attività).

Quindi, quando parti?

In questo articolo ho voluto lasciarti una panoramica generale degli aspetti da tenere in considerazione se desideri diventare nomade digitale.

Esistono tantissimi vantaggi di diventare nomade digitale. Il primo tra tutti è la libertà. È stata quella a spingermi a rivoluzionare la mia vita.

Certo non è semplice… Non è vero neanche che lavorare online e viaggiare significa bere cocktail in spiaggia tutto il giorno mentre i soldi nel tuo conto in banca aumentano magicamente (anche perché come fai a lavorare con il riflesso del sole sullo schermo del computer?).

Ma non è neanche così complicato come si pensa!
Non è vero che servono 26.000 € per viaggiare per un anno come è stato detto in un noto quotidiano italiano.

Fammi sapere se hai un progetto tutto tuo oppure se sei già nomade digitale e iscriviti alla newsletter per non perderti tutti i consigli per creare un business online a diventare nomade digitale.

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