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Lavorare in remoto: le nuove frontiere del nomadismo digitale

Nel corso degli ultimi anni il concetto di lavoro ha subito una trasformazione radicale. La crescente diffusione della tecnologia digitale e l’avvento di internet ad alta velocità hanno aperto le porte a nuove possibilità, trasformando il modo in cui pensiamo e viviamo la nostra carriera professionale.
Lavorare in remoto, una volta considerata un’opzione riservata a pochi privilegiati, è diventata una realtà quotidiana per milioni di persone in tutto il mondo.

Ma cosa significa veramente essere un nomade digitale e lavorare in remoto? E perché sempre più professionisti stanno abbracciando questo stile di vita? 

In realtà, essere un nomade digitale va oltre il semplice telelavoro: rappresenta una nuova frontiera in cui libertà, flessibilità e scoperta si fondono per creare un equilibrio perfetto tra lavoro e vita personale. È la possibilità di lavorare da un Paese in un altro continente, da una caffetteria in una città storica o da una baita di montagna immersa nella natura.

In questo articolo esploreremo come il lavoro da remoto ha rivoluzionato il mondo del lavoro, quali benefici offre, le sfide che presenta e le risorse necessarie per intraprendere questo affascinante percorso. 

1. La rivoluzione del lavoro da remoto

Storia ed evoluzione

Il concetto di lavoro da remoto ha radici profonde, risalenti addirittura alla metà del 20° secolo. Negli anni ’90, con la diffusione di internet, venne introdotto in Italia la legislazione del telelavoro, facilitato da email e strumenti di ufficio virtuale. La disponibilità di computer personali negli anni ’70 e ’80, seguita dalla nascita del World Wide Web nel 1989, ha reso possibile lavorare fuori dall’ufficio con una maggiore connettività e flessibilità​ (We Work Remotely; FlexJobs)​.

Sempre negli anni ’90, aziende come American Express, IBM e AT&T iniziarono a permettere ai propri dipendenti di telelavorare, dimostrando i vantaggi in termini di produttività e qualità della vita. Successivamente, la tecnologia ha continuato ad evolversi con l’introduzione di strumenti di gestione dei progetti come Basecamp nel 1999, che ha reso possibile coordinare team distribuiti in diverse località geografiche​ (Connect Talent)​​.

Dati e Statistiche

Il lavoro remoto ha visto una crescita esponenziale negli ultimi anni. Tra il 2019 e il 2023, il numero di persone che lavorano da casa almeno un giorno alla settimana negli Stati Uniti è quintuplicato, passando dal 7% al 40% della forza lavoro​ (SIEPR – NBER)​. Secondo uno studio del National Bureau of Economic Research, nel 2023, il 28% delle giornate lavorative pagate negli Stati Uniti è stato svolto da casa, rispetto al 5% del 2019 e meno dell’1% negli anni ’90.

Questo aumento è stato sostenuto anche a livello globale. Uno studio di FlexJobs ha rilevato che le aziende che permettono il telelavoro hanno visto un aumento della produttività del 77% e una riduzione dei costi operativi, rendendo il lavoro remoto un’opzione attraente per molte organizzazioni​.

Impatto della Pandemia

La pandemia di COVID-19 ha accelerato drasticamente la transizione verso il lavoro remoto. Prima del 2020, solo una piccola percentuale della forza lavoro globale lavorava regolarmente da remoto. Tuttavia, le restrizioni imposte dalla pandemia hanno costretto molte aziende a adottare il telelavoro come norma. Questo cambiamento improvviso ha rivelato che molte attività potevano essere svolte efficacemente a distanza, portando a una revisione delle politiche aziendali riguardanti il lavoro flessibile.

Uno studio della Stanford Institute for Economic Policy Research ha evidenziato che la pandemia ha creato sia un balzo immediato che un’accelerazione a lungo termine nella crescita del lavoro da casa, con il 40% dei dipendenti statunitensi che lavorano da remoto almeno un giorno alla settimana​ (SIEPR)​. La pandemia ha quindi non solo dimostrato la fattibilità del lavoro remoto su larga scala, ma ha anche portato a una maggiore accettazione culturale e organizzativa di questa modalità di lavoro.

Questi dati e tendenze dimostrano che il lavoro remoto non è solo una moda passeggera, ma una trasformazione significativa e duratura del mondo del lavoro.

2. Benefici del lavoro in remoto

Lavorare in remoto sta trasformando il panorama lavorativo, offrendo vantaggi significativi che migliorano sia la vita professionale che personale dei lavoratori. Io per prima ho scelto di lavorare da remoto per la flessibilità e la libertà di poter scegliere i propri orari e luoghi di lavoro e gestirmi in autonomia il tempo.

Ho fatto questa scelta perché ero stufa di adattare me stessa al lavoro: ho scelto di adattare il lavoro allo stile di vita che si allineava più a me e alle mie esigenze personali.

Questa scelta ha sicuramente avuto un grande impatto sui miei livelli di soddisfazione e di benessere generale.
Non è un punto da sottovalutare, anzi! Un sondaggio di FlexJobs ha rilevato che il 73% dei lavoratori ritiene che il lavoro da remoto abbia migliorato il loro equilibrio vita-lavoro​ (FlexJobs)​: la possibilità di gestire meglio il proprio tempo riduce lo stress e migliora la qualità della vita, rendendo i lavoratori più felici e più produttivi.

A tal proposito, la mia produttività è aumentata perché potevo sfruttare al meglio le fasce in cui i miei livelli di energia erano più alti.
Pensa che un report di Stanford ha rivelato che i lavoratori remoti sono in media il 9% più produttivi, con una riduzione dei giorni di malattia e una maggiore concentrazione sui compiti​ (SIEPR)​.

Infine, sto risparmiando tantissimo tempo e denaro: le miei risorse non vengono più sprecate la mattina in coda in tangenziale o alla fermata del pullman per raggiungere l’ufficio o in bar per fare un pranzo veloce.
Ammetto di non aver fatto dei conti precisissimi, ma secondo uno studio di Global Workplace Analytics, un lavoratore remoto può risparmiare tra i 2,000 e i 6,500 dollari all’anno​ (NBER)​. 

Non è un vantaggio univoco: anche molti datori di lavoro ne hanno tratto beneficio: hanno ridotto i costi operativi legati agli spazi fisici, come affitti, utenze e manutenzione

Inoltre, una maggiore flessibilità lavorativa ha ridotto il turnover del personale, con conseguenti risparmi sui costi di reclutamento e formazione.

In sintesi, il lavoro remoto offre numerosi benefici, dalla flessibilità e libertà alla produttività aumentata e ai risparmi economici. Questi vantaggi rendono il lavoro remoto un’opzione sempre più attraente sia per i lavoratori che per le aziende.

3. Sfide del nomadismo digitale

Chiariamo un punto: lavorare da remoto non significa per forza essere nomade digitale. Tutti i nomadi digitali sono lavoratori da remoto, ma non il contrario. 

Un nomade digitale è quel professionista che, a partita iva o con contratto, ha deciso di viaggiare e spostarsi continuamente. È un vero e proprio stile di vita. Un lavoratore da remoto può anche essere un expat (cioè una persona che si è trasferita in un altro paese) oppure una persona che lavora da casa.

Dato che si parla tantissimo di nomadismo digitale, voglio parlarti delle sfide, per sottolineare che non è “tutto oro quello che luccica”.

Della solitudine, dell’instabilità, dello stress e della gestione del tempo te ne ho già parlato a proposito di come diventare nomade digitale.

Oggi aggiungo un paio di svantaggi:

Connessione Internet e corrente

La corrente è un lusso ma non ce ne rendiamo conto. Ed è un lusso a cui il nomade digitale non può rinunciare. La connessione internet affidabile è anche altrettanto essenziale per i nomadi digitali, ma non sempre garantita, soprattutto in località remote. Problemi di connessione possono interrompere il lavoro e causare frustrazione. 

Fidati, ho passato qualche mese in giro per l’India e avere i cali di corrente ogni giorno che duravano ore e il wifi che non andava era molto frustrante! 

Prima di scegliere una destinazione controlla la qualità della connessione internet. Utilizzare dispositivi come hotspot mobili e avere piani di backup può prevenire interruzioni del lavoro.

Differenze Culturali e Legali

Adattarsi a nuove culture e regolamentazioni locali può essere una sfida significativa per i nomadi digitali (diritto digitale) Sono in viaggio che quello che, nel frattempo, è diventato mio marito e in molti non possiamo neanche prenderci per mano nelle strade. 

Questo è chiaramente un estremo, ma ogni paese ha le proprie norme e non essere preparati può causare problemi legali. 

Amo il mondo perché è vario, ma capisco che molte persone non sono disposte a rimanere in certe dinamiche. Quindi, fai ricerche approfondite sulla destinazione, comprendi le leggi locali, gli usi e i costumi nel rispetto del paese che ti ospita.

4. Strumenti e risorse per nomadi digitali

Il nomadismo digitale richiede una serie di strumenti e risorse per garantire una produttività ottimale e mantenere la connessione con colleghi e clienti. 

Tecnologia Essenziale

Per lavorare in remoto con efficienza, i nomadi digitali necessitano di una serie di strumenti tecnologici indispensabili:

  • VPN (Virtual Private Network): una VPN è cruciale per garantire la sicurezza delle connessioni internet, specialmente quando si utilizzano reti Wi-Fi pubbliche. Questo strumento protegge i dati personali e permette di accedere a contenuti geograficamente limitati. Per saperne di più sulle VPN, leggi qui [“VPN: cos’è e a cosa serve se sei nomade digitale”].
    Per me è un “mai più senza”: anche solo per potermi guardare netflix quando una sera ho voglia di staccare il cervello!
  • Software di gestione progetti: strumenti come Trello, Asana e Monday.com aiutano a organizzare e monitorare i progetti, facilitando la collaborazione con team distribuiti. Questi strumenti permettono di assegnare compiti, fissare scadenze e seguire l’avanzamento dei lavori in tempo reale​​.
    Senza Asana io non vado più da nessuna parte! Prima vivevo di post-it sparsi per casa e appunti in agende cartacee, ma viaggiando ho dovuto digitalizzarmi. 
  • Strumenti di comunicazione: applicazioni come Slack, Zoom e Microsoft Teams sono essenziali per mantenere una comunicazione costante e fluida con il team o con i tuoi clienti. Offrono chat di gruppo, chiamate video e condivisione di file, rendendo la collaborazione a distanza più efficiente​.
    Senza Zoom non potrei fare le mie consulenze.
  • Cloud Storage: servizi come Google Drive, Dropbox e OneDrive permettono di archiviare e condividere documenti in modo sicuro e accessibile da qualsiasi luogo. Questo facilita l’accesso ai file e la collaborazione su documenti condivisi​​.

Spazi di Co-Working

Per molti nomadi digitali, gli spazi di co-working sono diventati un punto di riferimento importante. Offrono un ambiente professionale e stimolante, dove è possibile lavorare in modo produttivo e fare networking con altri professionisti.

In realtà, dipende dal tipo di attività che devi fare: quando ho delle consulenze live preferisco starmene a casa o in stanza perché posso concentrarmi sul cliente e sono meno distratta. Preferisco sfruttare il co-working quando devo scrivere dedicarmi alla scrittura.

Inoltre, non è detto che in tutti i paesi trovi spazi adatti: in India non ne ho trovati moltissimi, mentre a Bali era pieno!

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In ogni caso, è un ottimo luogo dove trovare connessione internet, elettricità, stampanti, caffè e chiacchiere. Sono ideali per chi cerca un’alternativa agli uffici tradizionali e alle distrazioni casalinghe.

Ma come trovarli? Grazie a Zio Google tramite la ricerca “co-working near me” attivando la geolocalizzazione oppure tramite piattaforme come WeWork e Regus permettono di trovare e prenotare spazi di co-working in tutto il mondo. 

5. Come iniziare: diventare un nomade digitale

Diventare un nomade digitale richiede una pianificazione accurata e una preparazione meticolosa. Questo percorso coinvolge vari aspetti, dalla gestione delle finanze alla preparazione logistica, fino all’educazione continua. Ecco una guida dettagliata su come iniziare questa avventura.

In ogni caso, la chiave per diventare nomade digitale è la creatività:

  • se hai un lavoro che può essere fatto anche online trova un modo unico per comunicarlo;
  • se il tuo lavoro non può essere svolto online (ma intendo proprio per niente, quindi pensa bene a soluzioni alternative), allora fai un bel bilancio delle tue competenze e reinventati! 

Sì la sto facendo più semplice di quello che sembra perché, fidati, una volta partito ti chiederai perché non l’hai fatto prima!

E se hai bisogno di fare brainstorming o avere uno scambio di idee scrivimi ( mailto:info@giorgiamantelli.com )!

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