sviluppare il talento

Che cos’è il talento e come si sviluppa?

Coltivare il proprio talento significa vivere la propria vita e la propria professione in allineamento con la parte più autentica di noi.

Quando scegliamo di vivere lontani dalla nostra autenticità, la nostra efficienza prestazionale, lo stato di salute e il benessere generale diminuiscono gradualmente.

Coltivare il proprio talento è una responsabilità che ognuno di noi dovrebbe prendere per il benessere di sé e del mondo in cui vive.

Voglio raccontarti una storia. La storia dei talenti.

Che cos’è il Talento?

Per spiegare meglio cos’è il talento voglio partire dalla sua definizione iniziale: nell’Antica Grecia, il talento era una moneta, utilizzata anche in Palestina.

Secondo un’antica parabola, un Signore stava per partire per un viaggio. Chiamò quindi tre dei suoi servi e donò loro dei Talenti, ossia delle monete.
Cinque talenti al primo, due al secondo e uno al terzo. Prima di congedarsi, disse loro di prendersene cura.

Il primo investì i suoi cinque talenti e ne ricevette altri cinque in cambio.
Il secondo investì i suoi due talenti e ne ricevette due in cambio.
Il terzo, temendo il rischio, decise di sotterrare il suo talento, in attesa del ritorno del suo Signore.

Al rientro, il Signore si congratulò con il primo e con il secondo servo perché avevano scelto di far fruttare i propri talenti, indipendentemente da quanti ne avessero ricevuti. Li premio e affidò loro molti altri incarichi.

Quanto al terzo, che sotterrò e nascose il talento ricevuto, venne rimproverato duramente. Il Signore gli tolse l’unico talento che aveva, donandolo al primo, e lo cacciò. 

Questa parabola si trova nel Vangelo di Matteo.
Vuole insegnare che i talenti, intesi non solo come moneta, ma anche come doti che caratterizzano una persona, devono essere coltivati, fatti fruttare e messi al servizio di tutti. Il talento non va sotterrato. Non va nascosto. Sarebbe uno spreco e, peraltro, un grande peccato.

Oggigiorno, per talento non ci si riferisce più ad una moneta, bensì alle capacità e alle competenze proprie di una persona.
Sono inclinazioni e propensioni innate nella nostra personalità. Sono proprie del nostro modo di essere
Soffocare le tue inclinazioni, o meglio, soffocare i tuoi talenti, equivale a soffocare il tuo modo di essere.
Come nella parabola, a ognuno di noi sono stati dati un tot di talenti. Spetta a te, durante il tuo percorso di vita, svilupparli e farli fiorire.
E se noti, ho usato appositamente i verbi “sviluppare” e “far fiorire”, perchè i talenti vanno coltivati.

Si nasce talentuosi?

Nel mio lavoro, quando chiedo a un cliente “che cos’è il talento per te?”, la risposta che maggiormente ricevo è: “qualcosa che si è bravi per natura a fare e che si fa senza sforzo”.

Ma è davvero così?

Secondo il dizionario Treccani, i sinonimi di “talento” sono: propensione verso un’attività, attitudine, genio, inclinazione, predisposizione, stoffa, vocazione.

Come vedi, sono tutti termini che riportano a concetti di sviluppo, allenamento, esercizio, potenziamento, e così via…
Pensi che Mozart sia “nato imparato”? Pensi che Margherita Hack sia nata fortunata e talentuosa e abbia vissuto una vita senza fatiche?
Nasciamo con una predisposizione. Anzi… in realtà nasciamo con diverse predisposizioni. Spetta a noi scegliere quale coltivare e allenare per renderla un vero e proprio talento.

trovare il talento

Come si trovare il proprio talento

Ormai siamo bombardati da questa teoria senza senso per cui veniamo al mondo con un preciso e unico talento he dobbiamo assolutamente scoprire scrutando le Stelle, così, attraverso quello, potremo espletare il nostro fatidico Scopo di Vita. 

Wow, quanta pressione. E soprattutto, quanto poco libero arbitrio.

Nella mia vita e per il mio lavoro, parlo con tante persone in tutto il mondo. Sono sempre più convinta che tutti noi nasciamo con diversi potenziali talenti. 
Che condanna se ne avessimo soltanto uno! 
Pensa se il tuo talento fosse suonare il flauto… ma poi a te suonare il flauto fa schifo e, invece, preferiresti dipingere. Che condanna sarebbe!

Soprattutto, sono sempre più convinta che nasciamo con la libertà di scelta. Possiamo scegliere quali qualità vogliamo sviluppare e quali no.
Nasciamo con diverse predisposizioni e inclinazioni. Non infinite, ma molte. Non tutte potranno diventare talenti.
Ovviamente, perché una predisposizione diventi talento bisogna coltivarla, giorno dopo giorno, come se fosse un seme.

E tu, tra le tue molte inclinazioni, quale vuoi sviluppare?

Essendo una predisposizione naturale, nell’ambito a cui fa riferimento avrai sicuramente una marcia in più rispetto ad altri che quell’inclinazione non ce l’hanno. 

Ma questo non significa “nascere imparati”.
Ci vuole dedizione.
Ci vuole auto-disciplina
Ci vuole impegno quotidiano.

Riformulo quindi la domanda di prima: tu quale inclinazione sei disposta a coltivare per farla diventare talento?

Come sviluppare il proprio talento

1. Identifica un talento che vuoi sviluppare

Come? Rispondendo a questa domanda: quale bisogno stai cercando di soddisfare?

Non prendiamoci in giro: qualsiasi decisione che prendiamo riguarda noi stessi.
Che sia decidere di sfruttare il prossimo o aiutare il prossimo, si sceglie sempre in base a un proprio bisogno.
Prova ad analizzare questa frase eliminando il giudizio.
Martin Luther King ha fatto grandi cose e ispira molti di noi ancora oggi. La sua voglia di dare il proprio contributo al mondo e il suo desiderio di lottare per i diritti civili degli afroamericani nasceva da una sua necessità.
Era il suo fuoco. Era la sua scintilla, come viene chiamata nel cartone animato della Disney Soul.

Quindi rifletti su questo:

Qual è la tua scintilla?
Cosa ti fa battere il cuore?

2. Il talento si allena

Non basta identificarlo. Il talento deve essere scelto ogni giorno.
Si allena e lo si coltiva nel proprio quotidiano.
È un po’ come andare in palestra: se la abbandoni per settimane, i muscoli si afflosciano.
È necessaria tanta auto-disciplina e grande impegno.

Una sera, al termine di un concerto, il maestro di chitarra classica Andrés Segovia, fu avvicinato da un ammiratore che gli disse: «Maestro, darei la vita per suonare come lei!». Andrés Segovia rispose: «È esattamente il prezzo che ho pagato io».

Ci vuole dedizione. Ma il miglior modo di investire il proprio tempo e i propri soldi è quello di investirli su se stessi.

3. Ci vuole passione

La passione, l’entusiasmo è quel gancio emotivo che ti farà andare avanti anche nei momenti difficili, in quei momenti dove vorresti mollare tutto. Ma non lo fai.

Qui ci ricolleghiamo al punto 1. 
Non scegliere di perseguire un’inclinazione solo perchè, secondo la società o la tua famiglia, può portarti un profitto sicuro.

Scegli seguendo ciò che ti fa battere il cuore! 
Scegli sempre ciò che ti entusiasma.
L’energia va dove si dirige l’attenzione. Pensa a qualcosa che ti appassiona: non prende spesso posto tra i tuoi pensieri?

Se una cosa ti annoia difficilmente la porterai avanti. Perchè farlo d’altronde? Quale sarebbe la soddisfazione per il tuo Essere, per la tua Anima?

Identificare e coltivare i propri talenti ti permette di allinearti alla tua essenza più autentica, nella vita e nel lavoro.
Ti permette di dare un senso al tuo Cammino. Non perchè il senso della vita stia nel talento, ma perchè, (a mio modesto parere), credo che il senso della vita stia nell’esprimere noi stessi e i nostri doni in modo autentico.

Sei d’accordo come me? Scrivimi la tua opinione mi interessa davvero molto!

Se anche tu desideri progettare una professione incentrata sulla valorizzazione della tua unicità e dei i tuoi punti di forza, scopri il percorso di Talent Coaching che ho creato apposta per persone come te.

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