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È un diritto essere felici e seguire il cuore.
Ma è anche bene avere chiaro dove vogliamo dirigersi per non rischiare di perdersi inutilmente. In pandemia siamo stati costretti tutti a stare dentro: dentro le nostre case, dentro noi stessi.
Siamo stati costretti a farci delle domande e ad imparare a rimanere nella solitudine. Molti di noi hanno iniziato ad ascoltare pensieri scomodi che prima nascondevano sotto il tappeto.
Una parte di noi non vede l’ora di tornare alla realtà pre-pandemia. Un’altra parte di noi non vede l’ora di ricreare una realtà nuova post pandemia. Una realtà in cui possiamo trovare la nostra strada, in cui possiamo sentirci felici, in cui possiamo esprimere noi stessi liberamente nella quotidianità e nei lavori che svolgiamo.
Anche se abbiamo chiaro che vogliamo cambiare vita, nella maggior parte dei casi non si può mollare tutto dall’oggi al domani.
Io ho sfruttato il primo lockdown nel 2020 proprio per buttare giù un piano strategico. Continuavo a lavorare seguendo le mie pratiche stragiudiziali come avvocato, ma avevo molto più tempo per me… e ho deciso di approfittarne!
Ricordo che in quelle settimane guardavo Mangia prega ama a ripetizione. Lei, 35enne insoddisfatta, aveva mollato tutto – un lavoro, una relazione, una casa – per cercare se stessa, per cercare la felicità.
Come potevo non ritrovarmici?
A darmi la spinta in più in quei giorni è stato “Le coordinate della felicità” di Gianluca Gotto, libro che ho divorato.
Sicuramente, se vuoi cambiare vita, quel libro è sicuramente un “must read”.
Quali sacrifici sei disposta a fare?
Quello che mi colpiva di Liz e di Gianluca era proprio il racconto sincero del loro cammino, fatto di inevitabili alti e bassi.
Cambiare vita significa inoltrarsi fuori dalla zona di comfort per andare alla ricerca di un nuovo equilibrio.
Significa accettare di dover far fronte a nuove esperienze e a nuove sfide. Ne vale la pena?
Per me la risposta è sempre stata ovvia: sì!
La qualità del mio tempo era l’unica cosa che mi interessa. Una volta essermi finalmente data il permesso di inseguire il mio sogno, la decisione l’avevo presa: nonostante le incertezze, nonostante le cadute, nonostante le paure… arriverò alla fine provandoci.
Quindi, la prima domanda su cui devi assolutamente riflettere è: cosa sei disposta a fare?
Non c’è una risposta giusta o sbagliata. Definisci in modo chiaro a te stessa quali sacrifici e quali compromessi sei disposta ad accettare. Io ho deciso di mollare tutto per viaggiare e, nel frattempo, lavorare online come coach. Ho deciso di sacrificare la mia privacy per vivere negli ostelli.
Perchè?
Perchè ho l’opportunità di conoscere un sacco di gente interessante, cosa che non riuscirei a fare se mi chiudessi in una camera d’albergo, e in più non pago l’affitto da mesi! Sì perchè grazie al progetto Worldpackers, posso girare il mondo dormendo gratis in cambio di qualche ora di lavoro al giorno!
Non voglio vivere negli ostelli per sempre, ovviamente. Ma per ora è uno stile di vita che mi sta piacendo un sacco… nonostante il fatto che non abbia più un posto tutto mio in cui vivere o in cui lavorare.
Per me questo era un ottimo compromesso.
Quali sono i compromessi e i sacrifici che sei disposta a fare tu per raggiungere il tuo sogno?
Prendi un fogli e scrivi nei dettagli cosa sei disposta a fare e cosa invece assolutamente non vuoi sacrificare.

Piano A o piano B?
Se vuoi lasciare il tuo lavoro devi iniziare a pensare a cosa vorresti fare nella tua nuova vita. Devi iniziare a crearti delle nuove opzioni.
Nei percorsi di coaching spesso lavoriamo proprio su questo: l’identificazione di nuove opzioni che andranno a sostituire il lavoro che tanto si desidera cambiare.
Noto però che, nella maggior parte dei casi, queste nuove opzioni sono considerate un piano B.
Cosa comporta questo? Che nel tuo cervello il piano A sarà sempre il tuo lavoro che tanto vuoi lasciare. Significa che la maggior parte delle tue energie andranno lì, a discapito del tuo progetto.
Ricordati che l’energia va dove si dirige l’attenzione. Se veramente vuoi cambiare vita, considera sempre il tuo progetto come la tua priorità.
Ogni giorno fai qualcosa per portare avanti questo tuo progetto.
A volte abbiamo molti impegni e non riusciamo a dedicargli molto tempo. Questo è normale soprattutto all’inizio, quando ci si deve barcamenare tra lavoro, progetto e vita privata. Io per oltre due anni ho lavorato come avvocato full time e, contemporaneamente, studiavo per diventare coach e, poi, lavoravo con i primi coachee (chi si affida ad un coach per essere supportato nel proprio cambiamento) la sera e nei weekend.
La mia priorità era lavorare come coach. Era il mio piano A. Per cui spesso ho rinunciato a cene, aperitivi o weekend fuori.
Dovrai fare delle scelte: continuo a dormire oppure mi sveglio alle 5:30 per recuperare la lezione sul burn-out prima di andare in ufficio?
Il piano A è quello che, consciamente o inconsciamente, riceverà maggior attenzione da parte tua.
Se non considererai il tuo cambio vita come il piano A non lo considererai mai una priorità e il lavoro che dovrai fare per crearti una nuova strada andrà in secondo piano, sempre sorpassato dagli eventi quotidiani della vita.
Quindi, rifletti: Qual è il tuo piano A?
Scrivitelo su un foglio e attaccalo al frigo
Autodisciplina e self-care per evitare un burn-out
Tenere il piede in due staffe a lungo andare è deleterio.
Quando sono finalmente partita lo scorso febbraio era davvero davvero stanca!
Stanca fisicamente.
Stanca emotivamente.
Stanca mentalmente.
Gli ultimi sono stati due anni intensi in cui ho investito su me stessa tempo, energia e denaro.
Lo rifarei! Sono felice di aver scelto me e il mio sogno. Ma è stato anche stancante.
Non si può avere tutto subito purtroppo. Ogni seme deve avere il suo tempo per crescere. E io non potevo cambiare lavoro, formarmi per una nuova professione e far partire un business online da zero in due settimane. In questi casi, puoi aggrapparti all’auto-disciplina e al self-care.
La motivazione e l’entusiasmo durano le prime settimane… i primi mesi se sei fortunata. Poi scemano.
All’inizio siamo carichi di entusiasmo per la scelta fatta. Ci visualizziamo già ad obiettivo raggiunto e sentiamo l’emozione sotto la pelle e l’eccitazione che sale.
Passano i giorni e passa anche l’entusiasmo. Per di più, in quanto donna, che tu mestrui o no, sei ciclica: dovrai far fronte a varie fasi di alti e bassi.
Non chiedere troppo a te stessa. Se lo farai, ti autosaboterai da sola.
Stai facendo tutto questo per essere più felice. Stai finalmente inseguendo il tuo sogni. Non ti esaurire nell’inseguirlo!
L’autodisciplina consapevole è proprio questo: essere in grado di fare dei sacrifici per il nostro obiettivo ma sapere anche come nutrirci e quando abbiamo bisogno di rallentare.
Metti in agenda tutte le settimane dei momenti di svago per nutrire te stessa.
Ascolta il tuo corpo per capire ciò di cui ha bisogno.
E se hai bisogno di aiuto, chiedilo! Anche quello è saper ascoltare se stesse.
Cambiare vita non è semplice. Fatti aiutare da un professionista che, per di più, ci è già passato. Io per prima mi sono fatta aiutare da una coach!


